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  vulcanochimico [ chi ben comincia .... ]
         


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"Appoggiata alla luna"

di Maria Rosaria Perrone
-Pensa Editore-



 



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"Ci sono il noto e l'ignoto,
e in mezzo ci sono le porte"
-J.Morrison-

"Possono raccontarci tante bugie
e farle passare per verità,
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ma solo ciò che avviene
nella realtà
dei fatti è verità"
-Vulcanochimico
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17 giugno 2014

I Fiori Raccontano...La Bellezza durevole

Il limonium sinuatum, comunemente chiamato statice appartiene alla famiglia delle Plumbaginaceae, proviene dall’Africa settentrionale e dall’Europa. E’ una pianta che di norma è coltivata sia per fiori recisi freschi, sia per farli seccare, infatti, i fiori mantengono la splendida brillantezza di colore anche secchi,  si presentano in corimbi di forma conica, al tatto hanno una consistenza cartacea. I colori variano dal viola all’azzurro, dal rosso al rosa, al giallo. La particolarità consiste nel fatto che nel corimbo fiorito si possono trovare cinque - sei fiori di colore bianco. Oltre che per fiori da recidere, lo statice è coltivato per ornare in modo creativo i giardini e dare un meraviglioso tocco cromatico. Nel linguaggio dei fiori proprio perché mantiene, come detto prima, la colorazione anche dopo essere stato seccato,questo fiore simboleggia la bellezza durevole.

Sulla bellezza…

La bellezza interiore non tramonta mai

-Vulcanochimico-






9 aprile 2014

I Fiori Raccontano...La Dolce Speranza

Il crataegus oxyacantha, comunemente chiamato biancospino appartiene alla famiglia delle rosacee, Tra aprile e maggio molti giardini sono istoriati dai candidi fiori di crataegus oxyacantha, L’alberello, che può raggiungere i 500 anni di vita, è dotato di lunghe spine e di un legno durissimo; le foglie, caduche di consistenza coriacea, hanno da tre a cinque lobi  poco profondi e finemente dentati. I fiori, bianchi, talvolta anche rosati, sono raccolti in corimbi semplici composti ed hanno un caratteristico profumo  tendente all' acre.

Molto del suo significato simbolico credo sia racchiuso proprio nella derivazione greca del suo nome, infatti, ”Kratos” significa forza, ”oxus” appuntito e “anthos” che significa, come detto altre volte, fiore. Molte sono le leggende che narrano del biancospino come pianta protettrice in grado di allontanare gli spiriti del male e quindi i malefici; proprio per questo motivo già nell’antica Grecia era utilizzato durante i matrimoni per ornare gli altari come buon auspicio. I romani denominavano il biancospino “albaspina” e lo dedicavano alle dee Flora e Maia, quest’ultima era la dea del mese di maggio che comandava l’illibatezza, pertanto nel mese di maggio non erano celebrate nozze, se ciò accadeva, per placare l’ira della dea Maia si accendevano cinque torce di biancospino. Si usava anche per proteggere i neonati. Nel medioevo era usanza nel mese di maggio portare in piazza un albero di biancospino decorato e si ballava intorno ad esso come augurio di prosperità al paese. Di leggende e di storie sul biancospino ce ne sono molte e molti sono i significati, in florigrafia  i fiori di biancospino sono simbolo di dolce speranza.

Sulla Speranza...

"Io vivo, dunque io spero, è un sillogismo giustissimo."

-Giacomo Leopardi-






9 gennaio 2013

I fiori raccontano...il bene,il male,la devozione,la prosperità


L’Alstroemeria conosciuta anche non il nome di  giglio peruviano, giglio degli Incas e  giglio delle Ande è una pianta di origine sud americana,in particolare del Perù e dell’area Andina.La sua denominazione fu data da C.Linneo in onore dell’amico,barone  Klas Von Alstroemer che portò dal Sud America in Europa i semi di questa pianta,anche se la pianta è stata descritta la prima volta dal botanico francese LouisFeuillée.

Questi fiori incantevoli che vagamente somigliano alle orchidee hanno corolle che variano dal bianco al rosa,dal violetto al rosso e al porpora ed in virtù della specie possono avere sullo stesso petalo sfumature di colore diverse impreziosite da striature e puntinature nere oltre a lunghi ciuffi di stami e pistilli. Queste tonalità di colore rendono l’astroemeria un fiore molto ornamentale,tanto che  è stato  protagonista indiscusso di molte cerimonie festose,di riti tribali nelle popolazioni Incas,pertanto eretto a simbolo di vittoria del bene sul male.In florigrafia è anche simbolo di devozione,prosperità e fortuna.In diversi paesi del mondo proprio per la delicatezza,la bellezza dei suoi petali e il significato è scelto come fiore nei bouquet dedicati alla festa della mamma.

-Vulcanochimico-

Sul bene e il male...
"Non c'è mai stata una guerra buona o una pace cattiva"
-Benjamin Franklin-





4 gennaio 2013

Tanka...d'Inverno

Iciclamini
impregano l'anima
di bei ricordi
d'aria pura di bosco
di un secolo scorso
-Vulcanochimico-
Curiosità sulla magia,sul significato nel linguaggio dei fiori
 del ciclamino potete leggerlo
QUI




6 settembre 2012

Sui cibi e sulle bevande...Rùsciuli (Corbezzoli)


Mentre l’autunno incede non è raro incontrare nell’entroterra della Valle della Cupa nel Salento dove io risiedo,alberi di corbezzoli,nel mio dialetto noti come rùsciuli. Il nome botanico è  Arbutus unedo (= ne mangio uno solo), gli fu dato da Plinio il Vecchio,ma è anche  chiamato ceraso marino o albatro,in particolare i frutti hanno denominazioni dialettali diverse a seconda della regione,così in Liguria è chiamato: armurin, armón, arbussaru o murta,nelle Marche:  ceregia marina o cocomero, in Puglia: mbriachedd, furmeculu, rusciulu, urmeculu o n'anguen, in Sardegna: alidone, olidone, arbòsc, ulioni, ghilisoni, lidone, cariasa, olioni, orioni o mela de lidone, in Sicilia: 'mbriacula, per'i ruggia o 'mbriaccòtt, in Toscana: albatro, in Umbria: lallarone o cerasa marina. Il corbezzolo è una pianta originaria del Bacino del Mediterraneo,costa Atlantica fino l’Irlanda,i romani gli attribuirono poteri magici e tuttora si appende in casa un ramoscello con tre frutti come portafortuna. I frutti sono la bellezza di questa pianta,hanno un colore rosso vivo,dalla scorsa leggermente rugosa e una polpa carnosa di colore giallo. Il sapore è dolce-acidulo e possono essere gustati oltre che al naturale in diversi modi :sotto spirito,con zucchero e limone,preparare confetture,infusi,vini e liquori,decotti ecc.ecc.Il miele prodotto dai fiori di corbezzolo è prelibato e ricercato a causa delle sua scarsa disponibilità ed è un prodotto tipico delle Sardegna,sovente è degustato in abbinamento al formaggio pecorino sardo. I corbezzoli sono anche una importante fonte alimentare per la fauna che vive nelle macchia.Il corbezzolo è stato anche declamato da Virgilio,nell’Eneide nel libroXI si riporta che Pallante,ucciso da Turno era stato adagiato su rami di corbezzolo,anche  Pascoli  scrisse  un’ode :”Al corbezzolo",di seguito ne riporto alcuni versi:

O tu che, quando a un alito del cielo
i pruni e i bronchi aprono il boccio tutti,
tu no, già porti, dalla neve e il gelo
salvi, i tuoi frutti;

e ti dà gioia e ti dà forza al volo 

verso la vita ciò che altrui le toglie,
ché metti i fiori quando ogni altro al suolo
getta le foglie;

i bianchi fiori metti quando rosse

hai già le bacche, e ricominci eterno, 
quasi per gli altri ma per te non fosse
l’ozio del verno;

o verde albero italico, il tuo maggio

è nella bruma: s’anche tutto muora,
tu il giovanile gonfalon selvaggio 
spieghi alla bora:

il gonfalone che dal lido estrusco

inalberavi e per i monti enotri,
sui sacri fonti, onde gemea tra il musco
l’acqua negli otri, 

mentre sul poggio i vecchi deiformi

stavano, immersi nel silenzio e torvi
guardando in cielo roteare stormi
neri di corvi.

Pendeva un grave gracidar su capi 

d’auguri assòrti, e presso l’acque intenta 
era al sussurro musico dell’api
qualche Carmenta;

ché allor chiamavi come ancor richiami,

alle tue rosse fragole ed ai bianchi 
tuoi fiori, i corvi, a un tempo, e l’api: sciami,
àlbatro, e branchi.(Leggi tutto)

 In florigrafia alla pianta  è attribuito il significato di stima,mentre i suoi fiori bianchi sono eretti a simbolo di ospitalità.

Per chi volesse cimentarsi nelle confettura di corbezzoli ecco la ricetta:

 1 kg di corbezzoli maturi; 300 gr di zucchero di canna per ogni chilogrammo di polpa;succo e  scorza di limone. Lavare e cuocere i corbezzoli, a fuoco lento per 15-20 minuti circa. Setacciarli in modo da separare i semi dalla polpa,questa operazione potrebbe essere ripetuta più volte per eliminare i semi. Pesare la polpa e amalgamarla con lo zucchero e il succo di limone, aggiungere un bicchiere d’acqua e una  scorzetta di limone tagliata a fettine o grattugiata. Fare cuocere a fuoco lento, mescolando spesso fino a far diventare il composto denso,infine raffreddare e sistematere nei vasetti previamente lavati e sterilizzati.

-Vulcanochimico-





31 luglio 2012

I fiori raccontano...L'eleganza,la grazia...



Il Lisianthus fa parte della famiglia delle Gentianaceae,è molto noto anche col nome di Eustoma. E’ un fiore originario del Messico e della parte meridionale degli Stati Uniti,ha una splendida varietà di colori che va dal bianco al violetto,al rosa;la sua fioritura va da maggio fino ad ottobre. Il Lisianthus è un fiore molto utilizzato a scopo ornamentale in vaso,ma anche come fiore reciso, soprattutto perchè essendo graziosamente semplice, è utilizzato nei bouquet da sposa,negli addobbi floreali ed in florigrafia per queste sue peculiarità è eretto a simbolo di eleganza e di grazia.

Sull’eleganza…

"Ricchi si diventa,eleganti si nasce"

-H.deBalzac-





15 giugno 2012

I fiori raccontano...la perseveranza,la nobiltà d'animo,il pudore


La magnolia è un albero molto antico,infatti, è  tra le più antiche Angiosperme, con reperti fossili che appartengono al Cretaceo,ha origini asiatiche e americane. Il nome magnolia  fu dato dal botanico Charles Plumier, in onore del medico Pierre Magnol, che per primo introdusse la Magnolia dall’America in Europa nell’orto botanico di Montpellier. E’ una pianta da esterno,anche se inizialmente si coltivava in serra  perché si credeva fosse una pianta debole,i suoi fiori sono grandi e hanno colori che variano dal bianco al giallo,dal rosa al rosso a seconda della specie ad albero o arbusto. In particolare la specie Magnolia Grandiflora sempreverde ha dei fiori bianco-crema  grandi e incantevoli, dal profumo inebriante,tanto che anticamente si diceva di non  dormire sotto la magnolia in fiore,perché l’intensità del profumo poteva uccidere nel sonno.In florigrafia la magnolia se regalata simboleggia la dignità,la nobiltà d’animo e la perseveranza,simboleggia anche il candore. I fiori che presentano due colori simboleggiano invece il pudore liliale.

-Vulcanochimico-

Sulla nobiltà d’animo…

Un’anima fine non è quella che è capace dei voli più alti, ma quella che si alza poco e si abbassa poco, e abita però sempre in un’aria e a un’altezza libere e luminosa.

(F. Nietzsche, Umano troppo umano)






26 giugno 2011

Pensieri Bonsai...Amare la semplicità


 (..)Io amo la semplicità che si accompagna con l’umiltà.Mi piacciono i barboni.Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle,sentire gli odori delle cose,catturare l’anima. Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo.Perchè lì c’è verità,lì c’è dolcezza,lì c’è sensibilità,lì c’è ancora amore.

-AldaMerini-


Sullo stesso tema...


Semplicità,purezza,freschezza









Pura semplicità




22 aprile 2011

I Fiori raccontano..,La riconoscenza,il rinnovamento,l'amore immortale,il silenzio...

Il pesco, prunus persica appartiene alla famiglia delle rosaceae. E’ originario delle zone montuose del sud-ovest della  Cina e la sua coltivazione in Italia pare risalga già nel I secolo dopo Cristo. La bellezza dei suoi fiori fa si che sia coltivato nei giardini anche come pianta ornamentale. I fiori che compaiono in primavera prima delle foglie hanno splendidi colori che vanno dal rosso,al rosa-rossastro al rosa vivo o bianchi e possono essere doppi e semidoppi. L’origine del nome latino si attribuisce al fatto che Alessandro Magno durante i suoi numerosi viaggi in Medio-Oriente,l’avesse portato dalla Persia in Grecia. La sua favolosa,primaticcia fioritura simboleggia la gioventù,la bellezza,la rinascita e il rinnovamento ed è presente negli affreschi murali di Pompei. In Cina il pesco è considerato l’albero dell’immortalità,in Giapppone simboleggia la protezione contro le forze del male,in Egitto a causa della  foggia lanceolata e affusolata,simile ad una lingua, della foglia lo eleva a simbolo del silenzio. Nella florigrafia ottocentesca nel regalare un ramo di fiori di pesco si dichiara l’ammirazione,la profonda riconoscenza oltre ad essere il simbolo dell’amore immortale.

Sulla Rinoconoscenza...

La riconoscenza è la memoria del cuore


E' con profonda riconoscenza che dedico ai lettori di questo blog questo post,unitamente ai miei sinceri aguri di una Pasqua serena e di rinnovamento.

-Vulcanochimico-




16 marzo 2011

I fiori raccontano...L'innocenza, I palpiti d'amore

Il lillà è un arbusto di origine mediorientale,il nome scientifico assegnato da Linneo è Syringa che significa “tubo” ed appartiene alla famiglia delle Oleacee;nel linguaggio comune oltre a lillà è chiamato serenella. I fiori di lillà hanno una fragranza delicata e inebriante, essi sono riuniti in pannocchie coniche; le singole corolle sono tubolari o campanulate, formate da quattro lobi; i

l colore varia dal bianco al caratteristico lilla, dal viola al porpora

Oltre ad essere utilizzati per la pregevole decorazione dei giardini,i fiori di lillà sono anche coltivati per l’estrazione dell’olio di lilac,un’essenza molto costosa. Nel linguaggio dei fiori assume diversi significati a seconda del colore,il lilla bianco è simbolo dell’innocenza e della giovinezza,in molti paesi europei è anche il tipico fiore della sposa. Il lillà rosa e viola simboleggiano i palpiti d’amore e l’innamoramento.


Con gli angioli

Erano in fiore i lillà el’ulivelle;
ella cuciva l’abito di sposa;

né l’aria ancora apria boccidi stelle,
né s’era chiusa foglia di mimosa:

quand’ella rise; rise, orondinelle
nere, improvvisa: ma con chi? Di cosa?

rise, così, con gli angioli;con quelle
nuvole d’oro, nuvole di rosa.

-Giovanni Pascoli,"Myricae"-

Sull'innamoramento....

"Quel che proviamo quando siamo innamorati è forse la nostra condizione normale. L'amore mostra all'uomo quale dovrebbe essere"

-Anton Cechov,"Quaderni"-




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