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"Appoggiata alla luna"

di Maria Rosaria Perrone
-Pensa Editore-



 



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e in mezzo ci sono le porte"
-J.Morrison-

"Possono raccontarci tante bugie
e farle passare per verità,
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ma solo ciò che avviene
nella realtà
dei fatti è verità"
-Vulcanochimico
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10 maggio 2015

Son tutte belle le mamme del mondo...

"Son tutte belle le mamme del mondo
grandi tesori di luce e bontà,
che custodiscono un bene profondo,
il più sincero dell'umanità."




12 gennaio 2014

Canzoni...Dream a little dream of me


Yes, stars shining bright above you 
Night breezes seem to whisper "I love you" 
Birds singin' in the sycamore trees 
Dream a little dream of me, yes 

Say nighty-night and kiss me 
Just hold me tight and tell me you'll miss me 
While I'm alone and blue as can be 
Dream a little dream of me 

Stars fading but I linger on dear 
Still craving your kiss 
I'm longin' to linger till dawn dear 
Just saying this, yes 

Sweet dreams till sunbeams find you 
Sweet dreams that leave all worries behind you 
But in your dreams whatever they be 
Dream a little dream of me 


Yes, stars fading but I linger on dear 
Still craving your kiss 
I'm longing to linger till dawn dear 
Just saying this, yes 

Sweet dreams till sunbeams find you 
Sweet dreams that leave all worries far behind you 
But in your dreams whatever they be 
Dream a little dream of me 
Yes, dream a little dream of me




10 agosto 2010

Canzoni...Suoni,Colori,Ritmi,Immagini dal Salento

-"Pretty Moon"-MissMikela e gli Insintesi-

...La luna poi mi parlera di te,io alzo lo sguardo e resto ad aspettare.

Sarai tu ciò che mi racconterà...

Ora parlo con la luna,ora parlo con te....

....E' chimica ciò che mi lega a te,ma è una reazione senza regole,

molecole impazzite siamo noi

per questo amore...

La luna poi ti parlerà di me,tu alza lo sguardo

e resta ad ascoltare.

Sarò io ciò che ti racconterà....

__________________________

Buona notte di San Lorenzo a tutti....A presto

-Vulcanochimico-

 




9 maggio 2010

Canzoni...Vedrai,Vedrai

Vedrai, Vedrai

Quando la sera
me ne torno a casa
non ho neanche voglia di parlare
tu non guardarmi
con quella tenerezza
come fossi un bambino
che ritorna deluso
Si lo so
che questa
non è certo la vita
che ho sognato un giorno per noi.
Vedrai vedrai
vedrai che cambierà
forse non sarà domani
ma un bel giorno cambierà
Vedrai,vedrai
non son finito sai
non so dirti come e quando
ma vedrai che cambierà.
Preferirei sapere che piangi
che mi rimproveri di averti delusa
e non vederti sempre così dolce
accettare da me
tutto quello che viene.
Mi fa disperare
il pensiero di te
e di me che non so darti di più.
Vedrai vedrai
vedrai che cambierà
forse non sarà domani
ma un bel giorno cambierà.
Vedrai,vedrai
 non son  finito sai
non so dirti come e quando
ma vedrai che cambierà.

 

 

(Luigi Tenco)


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28 settembre 2009

Canzoni..."Mercanti e Servi"


-"Mercanti e Servi"Nomadi-

In casa dei mercanti
sembra sempre grande festa
se c'e' il maiale gli tagliano la testa
la casa dei mercanti nascosta, blindata
dal resto del mondo, protetta isolata.
In casa dei servi si aspetta la festa
ma se non e' quel giorno
la speranza resta,
la casa dei servi, casa da rifare,
ai primi scossoni, puo' anche crollare.
La casa dei mercanti
e' alta su quel monte
la casa dei servi
e' in basso dopo il ponte.
Ma le paure, scendono giu'
mentre i sogni, salgono su,
salgono su.
Le figlie dei mercanti, pallide e belle
apron le finestre
e' normale ci son le stelle,
sembrano felici ma la noia e' in agguato
nel loro dorato privilegio incantato.
Le figlie dei servi hanno guance rosse,
soffrono tingono le gonne di rosa,
leggono romanzi con intrecci rosa,
sognano palazzi e abiti da sposa.
La casa dei mercanti
e' alta su quel monte
la casa dei servi
e' in basso dopo il ponte.
Ma le paure, scendono giu'
mentre i sogni, salgono su,
salgono su.
Mercanti e servi,
la stessa vita,
sogni o denari,
sabbia fra le dita,
sabbia fra le dita.
(Daolio-Carletti-Veroli)

Sul testo e le note di questa splendida canzone vi giunga il mio saluto...
-Vulcanochimico-




13 giugno 2009

Canzoni : "Dalle Capre..."

Leggendo e ascoltando alcune cose si fanno delle riflessioni;come per magia le note di alcune canzoni di vecchia data,ma con dei testi attualissimi fuoriescono dai meandri della memoria...

-"Pascoli del Salento"by Vulcanochimico-

Dalle Capre

Lo so, lo so che vieni dalle capre, fin qui a fare questo bel mestiere.
Lo so che forse neanche a te poi piace, di vivere facendo il carceriere.
Perchè si sa i coglioni che ti fanno, per darti un po' di libera uscita.
Perchè si sa che razza è di vita, e vino e pane è quello che ti danno.
E poi ... se a casa noi non ci torniamo più, dentro tutta la vita ci sei anche tu,
dentro tutta la vita ci sei anche tu.
”Lo so, lo so ti han dato la divisa, cioè un vestito buono e senza odori.
Lo so ti han detto guarda di far bene, perchè portare questa è un onore.
Lo so, lo so ti han dato per la testa, l'idea che c'è qualcosa da salvare.
E che chi sbaglia poi deve pagare, evviva l'Italia e la giustizia è questa.
Però ... se a casa noi non ci torniamo più, dentro tutta la vita ci sei anche tu,
dentro tutta la vita ci sei anche tu.
Lo vedo che la faccia ti diventa, giorno per giorno sempre più carogna.
Man mano che la vita si consuma, tutto il tuo tempo dentro a questa fogna.
Lo vedo che la faccia ti diventa, giorno per giorno sempre più smarrita.
Man mano che ti accorgi che ti manca, proprio la chiave della tua vita.
Perchè ... se a casa noi non ci torniamo più, dentro tutta la vita ci sei anche tu,
dentro tutta la vita ci sei anche tu.
Per quelli come te la strada è una, puoi prenderla di giorno o di sera.
O ladro o carceriere che finisci, comunque vai a finire in galera.
Finisci a far la guardia a un tuo compare, per quattro soldi un po' di vino e pane.
Finisci che se prima eri pastore, ti trovi dopo a fare solo il cane.
E poi ... se a casa noi non ci torniamo più, dentro tutta la vita ci sei anche tu,
dentro tutta la vita ci sei anche tu. 
-Claudio Lolli da "Canzoni di Rabbia"1975-



-"Dalle Capre",Claudio Lolli-

Un saluto e un buon fine settimana...
-Vulcanochimico-




16 dicembre 2007

Canzoni...Maramao e... i tanti interrogativi

 Maramao il celebre motivetto degli anni '30 cantata dal Trio Lescano,che ascoltate in sottofondo, ha posto ieri ed oggi tanti interrogativi,uno di questi ve lo propongo con un piacevole articolo scritto da Alfio Tarullo:
                                                 Maramao perché sei morto ?
I versi del refrain della celebre canzonetta italiana degli anni quaranta sono tratti da una ballata popolare barese ?
                                                       -----oooOooo-----
Nell'Italietta fascista degli anni quaranta, prima dell'entrata in guerra e durante il conflitto bellico, tra le tante insipienti canzonette scacciapensieri , furoreggiava il motivetto, orecchiabile e ritmato, del maestro Panzeri, su testo del paroliere M.C.Consiglio: La canzone si chiamava "Maramao"(anno 1939-Ediz.Melodi) ; il refrain della canzonetta, che tutti fischiettavano come antidoto alle angosce della guerra in corso, recitava così, nel suo vacuo nonsenso : """ Maramao, perchè sei morto? - pane e vin non ti mancava - l'insalata era nell'orto- ma una casa avevi tu """ ( Maramao era un gatto...)
Era il lamento d'una padroncina per la morte del gattino che aveva pane, vino e insalata, insomma una bestiola a cui non mancava niente ( era libera la caccia ai topi, si sottintende, nel giardino di casa) eppure era morta. Versetti stupidi, si disse, ma originali e buffi: distoglievano il pensiero dagli affanni quotidiani che affliggevano gli italiani "in guerra". Siano lodi al maestro Panzeri e al paroliere M. Consiglio.
Ma ecco il colpo di scena , altro che versetti da Italietta :                                                              Leggevo, qualche giorno fa, un libro di Antonio Lucarelli, insigne professore e storico del Risorgimento, nato ad Acquaviva delle Fonti , nel 1874, la cui prima edizione venne edita a Bari nel 1922 "Il sergente Romano", storia del brigantaggio politico in Puglia dopo il 1860 ed ho scoperto che ... ma leggiamo quanto riportato da Lucarelli (la presente riedizione é pubblicata dall'editrice Palomar di Bari nel 2003) a pag.108 del volumetto allorché scrive dei vari briganti ,fra i quali Riccardo Colasuonno (detto Ciucciariello) di Andria e del cordoglio patriottico- reazionario per la loro morte fra i ceti popolari che compiangeva i partigiani del Borbone :"" di quasi tutti codesti briganti è ancor viva la memoria nel popolino di Puglia. Parrà strano; ma proprio di questi giorni ho sentito cantare da una donna del volgo, qui a Bari, una strofe del tenore seguente :
Ciucciarielle, peccè si muerte ? - Pane e vine non t'è mancate - La 'nzalate stè all'uérte - Ciucciarelle, peccè si muerte ? ""
Quindi diciassette anni prima di <<Maramao perché sei morto, ballata funebre in onore d'un gattino padronale>>, a Bari si cantava "Ciucciarielle peccè si muerte" , ma quel che colpisce è il riferimento, in entrambe le canzonette, al pane e vino che non mancava e all'insalata che era nell'orto.
Se si tratta di una coincidenza è davvero sbalorditiva...
Se invece non lo è, il buon paroliere Consiglio come faceva a conoscere la ballata popolare pugliese che Antonio Lucarelli asserisce nel 1922 (epoca di pubblicazione del libro) aver sentito cantare da una donna a Bari ? Certamente l'avrà udita intonare da qualche nostra bella popolana avvezza a canticchiare per strada, come tant'altre donne del volgo : allora s'usava,e questi canti tradizionali rendevano il vivere più lieto (o meno tragico!)
Allora : Maramao perchè sei morto ? E' posteriore a Ciucciariello, il brigante Colasuonno ucciso dai Piemontesi...-Alfio Tarullo-
Maramao,un motivetto banale,ma che racconta molta storia,era considerata infatti una canzone delle cosidette "canzoni della fronda" e F.De Gregori ha dichiarato:"Io non avrei mai sospettato che una canzone come 'Maramao perché sei morto?' potesse procurare dei problemi con la censura". Altre notizie e interrogativi li potete leggere Qui
                                      Un caro saluto a tutti e una buona giornata
                                                          -Vulcanochimico
-

 




13 ottobre 2007

Canzoni....."Vecchia Piccola Borghesia"

BORGHESIA
Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia,
non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia.

Sei contenta se un ladro muore, se si arresta una puttana,
se la parrocchia del Sacro Cuore acquista una nuova campana.
Sei soddisfatta dei danni altrui, ti tieni stretti i denari tuoi,
assillata dal grande tormento che un giorno se li riprenda il vento.
E la domenica vestita a festa, con i capifamiglia in testa,
ti raduni nelle tue chiese, in ogni città, in ogni paese.
Presti ascolto all'omelia, rinunciando all'osteria,
così grigia e così per bene ti porti a spasso le tue catene.

Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia,
non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia.

Godi quando gli anormali sono trattati da criminali,
chiuderesti in un manicomio tutti gli zingari e gli intellettuali.
Ami ordine e disciplina, adori la tua polizia
tranne quando deve indagare su di un bilancio fallimentare.
Sai rubare con discrezione, meschinità e moderazione,
alterando bilanci e conti, fatture e bolle di commissione.
Sai mentire con cortesia, con cinismo e vigliaccheria,
hai fatto dell'ipocrisia la tua formula di poesia.

Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia,
non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia.

Non sopporti chi fa l'amore più di una volta alla settimana,
chi lo fa per più di due ore, chi lo fa in maniera strana.
Di disgrazie puoi averne tante, per esempio una figlia artista
oppure un figlio non commerciante o peggio ancora uno comunista.
Sempre pronta a spettegolare in nome del civile rispetto,
sempre li fissa a scrutare un orizzonte che si ferma al tetto.
Sempre pronta a pestar le mani a chi arranca dentro a una fossa,
sempre pronta a leccar le ossa al più ricco ed ai suoi cani.

Vecchia piccola borghesia, vecchia gente di casa mia,
per piccina che tu sia, il vento un giorno ti spazzerà via.
-Claudio Lolli da"Aspettando Godot"-


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18 febbraio 2006

Omaggio a Fabrizio De Andrè....

Bocca di Rosa di F.De Andrè
La chiamavano bocca di rosa metteva l’amore, metteva l’amore,
la chiamavano bocca di rosa metteva l’amore sopra ogni cosa.
Appena scese alla stazione nel paesino di Sant’Ilario
tutti si accorsero con uno sguardo che non si trattava di un missionario.
C’è chi l’amore lo fa per noia chi se lo sceglie per professione
bocca di rosa né l’uno né l’altro lei lo faceva per passione.
Ma la passione spesso conduce a soddisfare le proprie voglie
senza indagare se il concupito ha il cuore libero oppure ha moglie.
 E fu così che da un giorno all’altro bocca di rosa si tirò addosso
l’ira funesta delle cagnette a cui aveva sottratto l’osso.
Ma le comari di un paesino non brillano certo in iniziativa
le contromisure fino a quel punto si limitavano all’invettiva.
Si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio,
si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio.
Così una vecchia mai stata moglie senza mai figli, senza più voglie,
si prese la briga e di certo il gusto di dare a tutte il consiglio giusto.
E rivolgendosi alle cornute le apostrofò con parole argute:
"il furto d’amore sarà punito- disse- dall’ordine costituito".
E quelle andarono dal commissario e dissero senza parafrasare:
"quella schifosa ha già troppi clienti più di un consorzio alimentare".
 E arrivarono quattro gendarmi con i pennacchi con i pennacchi
e arrivarono quattro gendarmi con i pennacchi e con le armi.
Il cuore tenero non è una dote di cui sian colmi i carabinieri
ma quella volta a prendere il treno l’accompagnarono malvolentieri.
 Alla stazione c’erano tutti dal commissario al sagrestano
alla stazione c’erano tutti con gli occhi rossi e il cappello in mano,
a salutare chi per un poco senza pretese, senza pretese,
a salutare chi per un poco portò l’amore nel paese.
C’era un cartello giallo con una scritta nera diceva
"Addio bocca di rosa con te se ne parte la primavera".
Ma una notizia un po’ originale non ha bisogno di alcun giornale
come una freccia dall’arco scocca vola veloce di bocca in bocca.

 E alla stazione successiva molta più gente di quando partiva
chi mandò un bacio, chi gettò un fiore chi si prenota per due ore.
Persino il parroco che non disprezza fra un miserere e un’estrema unzione
 il bene effimero della bellezza la vuole accanto in processione.
E con la Vergine in prima fila e bocca di rosa poco lontano
si porta a spasso per il paese l’amore sacro e l’amor  profano.


"Nudo Sdraiato"- A. Modigliani
 Un saluto e un buon fine settimana a tutti voi.......




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26 dicembre 2005

La passione nei canti popolari della mia terra...pizzica de core

"Pizzicarella"è un canto passionale, dove la giovane innamorata incarica  una rondine di portare il suo messaggio d'amore al proprio amante lontano.

Pizzicarella
Pizzicarella mia pizzicarella
lu caminatu tou....
....pare cà balla.
Te l'ura ca te vitti te 'mmirai
nu segnu fici a menzu....
....l'occhi toi.
Ca quiddhu fu lu segnu particulare
cu nu te scordi mai te....
....l'amore tou.
Amore amore ci m'hai fattu fare,
te quinnicianni m'hai....
....fatta 'mpaccire.
Te quinnicianni m'hai fatta 'mpaccire
te mamma e tata m'hai....
....fatta scurdare.
Quantu t'amau amau lu core
meu
mò nù te ama chiui....
....se n'ha pentitu.




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