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  vulcanochimico [ chi ben comincia .... ]
         


 "Piante di Iris"-Vincent Van Gogh

    


"Appoggiata alla luna"

di Maria Rosaria Perrone
-Pensa Editore-



 



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"Ci sono il noto e l'ignoto,
e in mezzo ci sono le porte"
-J.Morrison-

"Possono raccontarci tante bugie
e farle passare per verità,
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ma solo ciò che avviene
nella realtà
dei fatti è verità"
-Vulcanochimico
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30 luglio 2008

Donne...Gaspara Stampa:Amore,Passione, Poesia, Dolore, Sentimento....

Gaspara Stampa poetessa e scrittrice, nacque a Padova nel 1523.Gaspara apparteneva alla buona borghesia, alla morte del padre, si trasferì con la madre, la sorella e il fratello, anch’egli poeta, a Venezia, dove incontrò il conte Collantini di Contalto, se ne innamorò perdutamente. Da parte di Gaspara fu un amore sincero, accolto con dedizione totale, un sentimento quasi disperato, specie, quando nella giovane si accentuò il senso d’inferiorità rispetto al suo signore, che deve averla amata senza slancio, se pur l’amò, più per vanità che per trasporto.Collaltino si assentava spesso e Gaspara soffriva immensamente della lontananza, seguendone le imprese con ansia, aspettandolo con trepidazione e, quando lo sapeva nei suoi feudi, lo raggiungeva al castello, umiliandosi in un amore che riconosceva essere disuguale, ma al quale non sapeva rinunciare. A testimoniare il suo grande amore per il conte sono i suoi versi sublimi del canzoniere “Le rime” a lui dedicati. Il canzoniere è una forma di diario intimo dove si avvicendano gioie e dolori, è una delle prove letterarie più delicate della sensibilità femminile del suo tempo. Gaspara Stampa morì suicida a Venezia nel 1554.

Piangete, donne, e con voi pianga Amore,

Piangete, donne, e con voi pianga Amore,
poi che non piange lui, che m'ha ferita
sì, che l'alma farà tosto partita
da questo corpo tormentato fuore.

E, se mai da pietoso e gentil core
l'estrema voce altrui fu essaudita,
dapoi ch'io sarò morta e sepelita,
scrivete la cagion del mio dolore:

- Per amar molto ed esser poco amata
visse e morì infelice, ed or qui giace
la più fidel amante che sia stata.

Pregale, viator, riposo e pace,
ed impara da lei, sì mal trattata,
a non seguir un cor crudo e fugace -.
-Gaspara Stampa-

Un saluto affettuoso a tutti...A presto
-Vulcanochimico-




28 luglio 2008

Citazioni...

Il falso amico è come l'ombra che ci segue finché dura il sole."
-C.Dossi-




26 luglio 2008

Teatro...La Modernità di Goldoni

LELIO Vi reciterò un pezzo di commedia in versi.

ORAZIO Recitateli pure. Ma ditemi in confidenza, sono vostri?

LELIO Ho paura di no.

ORAZIO E di chi sono?

LELIO Ve lo dirò poi. Questa è una scena, che fa il padre colla figlia, persuadendola a non maritarsi. 

Figlia, che mi sei cara quanto mai
Dir si possa, e per te sai quanto ho fatto.

Prima di vincolarti con il durissimo
Laccio del matrimonio, ascolta quanti
Pesi trae seco il coniugal diletto.
Bellezza, e gioventù preziosi arredi
Della femmina, son dal matrimonio
Oppressi e posti in fuga innanzi al tempo.
Vengono i figli. Oh dura cosa i figli!
Il portarli nel seno, il darli al mondo,
L'allevarli, il nudrirli sono cose,
Che fanno inorridir! Ma chi t'accerta,
Che il marito non sia geloso, e voglia
A te vietar quel ch'egli andrà cercando?
Pensaci, figlia, pensaci, e poi quando
Avrai meglio pensato; sarò padre
Per compiacerti come ora lo sono
Per consigliarti
.(...)
-Tratto da “Il teatro comico” Atto III,scena seconda di C.Goldoni-

Nel leggere le opere di Goldoni si scopre quanto egli sia stato ed è un vero fautore della modernità e del rinnovamente della cultura e della società. Se ne avete voglia, potete leggere l’intera commedia Qui.


-"Lezione di Geografia" P.Longhi-
Un saluto e un buon fine settimana a tutti...A presto
-Vulcanochimico-




23 luglio 2008

Dei e Miti....Greci: Narciso

 Narciso nel mito era un bellissimo giovane della Boezia, figlio del dio Cefiso e della ninfa Liriope. Tutti sia uomini sia donne si innamoravano perdutamente di Narciso, tra le spasimanti anche la ninfa Eco che distrutta dal dolore, si rifugiò nei boschi sino a svanire e diventare un’eco distante perché Narciso come per le altre spasimanti non se ne curò. Eco e tutte le giovani e i giovani disprezzati si appellarono ad una vendetta, fu così che Narciso si innamorò della sua stessa immagine riflessa in uno stagno. In una versione si consumò dal dolore e morì disperato; in un’altra si pugnalò a morte per la frustrazione. Dal suo corpo e dal suo sangue nacque un fiore bianco che gli antichi greci chiamavano “narkissos”(probabilmente un tipo di giglio, di iris, ma non quello che chiamiamo oggi narciso).Questo mito ha dato origine alle parole italiane “narciso” e “narcisista”. La relazione esistente tra narciso e un fiore locale, unitamente alla terminazione greca in “issos”, fa presupporre che Narciso fosse un dio o un semi-dio delle popolazioni pre-greche, assorbito nella mitologia greca nel II millennio a.C.


-"Eco e Narciso"-J.W.Waterhouse
Sulla vanità...
"Chi è gravido di vanità partorisce menzogne"

Un saluto affettuoso a tutti...a presto
-Vulcanochimico-





21 luglio 2008

Poesie...Contra gli ipocriti


L'Ipocrisia che si toglie la maschera
- Villa Contarini, Piazzola sul Brenta (PD)-
 
Gli affetti di Pluton portan al cuore,
  il nome di Giesù segnano in fronte,
  perché non siano lor malizie c¢nte
 a chi gli guarda dalla scorza in fuore.
 O Dio, o Senno e sacrosanto Ardore,
  d'ogni possanza larghissimo fonte,
  dammi le forze, c'ho le voglie pronte,
  onde ognun vegga a chi fa tanto onore.
 Lo zel ch'io porto al tuo benigno nome
  ed alla verità sincera e pura,
questo veggendo, fa ch'io mi dischiome.
Chi può più comportar tanta sciagura,
 che sacrosanto e divino si nome
chi spoglia pur gli morti in sepoltura?
-Tommaso Campanella-




18 luglio 2008

Il Dovere di Ricordare....19 Luglio 1992


-"Libertà" Giuliano Giuggioli-
La lotta alla mafia dev'essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.
-Paolo Borsellino-
 

Nel ricordare Paolo Borsellino,la sua scorta e tutte le vittime di mafia,vi giunga il mio saluto e l'augurio di un buon fine settimana.
-Vulcanochimico-






17 luglio 2008

Arte ed Emozioni....La magia dei colori e delle parole

 
-"Rest at harvest" 1865 Adolphe William Bouguereau-

Mi nascondo nel mio fiore,
di modo che appuntandolo sul petto
tu porti pure me, senza sospetto.
Gli angeli sanno il resto.
Mi nascondo nel mio fiore,
sicché quando nel vaso esso già stia
per appassirti, tu abbia per me quasi
- senza sospetto - una malinconia.
E.Dickinson

 




15 luglio 2008

I Fiori Raccontano...La Diffidenza


-"Fanciulle con oleandro"G.Klimt-

L’oleandro il cui nome botanico è Nerium Oleander, appartiene alla famiglia delle Apocynaceae ed è originario dell’Asia. La pianta è un arbusto sempre verde e i fiori semplici, semidoppi e stradoppi, con colori che vanno dal bianco al rosso cupo, passando attraverso sfumature avorio, rosate o arancio, sono delicatamente profumati. Ogni fiore si apre con il sole a metà mattina e si richiude a metà pomeriggio; con il tempo cattivo rimane chiuso e dura solo pochi giorni L’oleandro cresce spontaneamente, ma viene diffusamente coltivato per le sue caratteristiche ornamentali. E' utilizzato soprattutto nelle alberature di città costiere a clima mite e sulle nostre autostrade. La velenosità per l’uomo e gli animali dell’oleandro era nota sin dall’antichità, contiene, infatti, alcaloidi e glucosidi tossici in particolare l’oleandrina e il neroside che se ingeriti provocano tachicardia con aumento della frequenza respiratoria. Si possono anche determinare delle dermatiti da contatto solo toccando foglie e fiori. Si racconta che diversi soldati delle truppe napoleoniche morirono per aver imprudentemente mangiato carne, che era stata arrostita su spiedi ottenuti con legno di oleandro durante le campagne militari in Italia. In India l’oleandro è considerato un fiore tombale, una leggenda narra che le eroine che morivano suicide si cingevano il capo con una corona di fiori di oleandro. Nel linguaggio dei fiori a causa della sua tossicità simboleggia la diffidenza, la cautela.-Vulcanochimico-


Erigone, Aretusa, Berenice,
quale di voi accompagnò la notte
d'estate con più dolce melodia
tra gli oleandri lungo il bianco mare?
Sedean con noi le donne presso il mare
e avea ciascuna la sua melodia
entro il suo cuore per l'amica notte;
e ciascuna di lor parea contenta.
E sedevamo su la riva, esciti
dalle chiare acque, con beato il sangue
del fresco sale; e gli oleandri ambigui
intrecciavan le rose al regio alloro
su 'l nostro capo; e il giorno di sì grandi
beni ci avea ricolmi che noi paghi
sorridevamo di riconoscenza
indicibile al suo divin morire.
"Il giorno" disse pianamente Erigone
verso la luce "non potrà morire.
Mai la sua faccia parve tanto pura,
non ebbe mai tanta soavità".
Era la sua parola come il vento
d'estate quando ci disseta a sorsi
e nella pausa noi pensiamo i fonti
dei remoti giardini ov'egli errò.
L'udii come s'io fossi ancor sommerso
e la sua voce avesse umido velo.
Ma reclinai la gota, e d'improvviso
tiepida come sangue dalla conca
dell'udito sgorgò l'acqua marina.
Pur, profondando nella sabbia i nudi
piedi, io sentia partirsi lentamente
il buon calor del tramontato sole.
E chi recise all'oleandro un ramo?
Io non mi volsi, ma l'amarulenta
fragranza della linfa della fresca
piaga mi giunse alle narici, vinse
l'odor muschiato dei vermigli fiori.
"O Glauco" disse Berenice "ho sete".
Ed Aretusa disse: "O Derbe, quando
fiorì di rose il lauro trionfale?"(...)
-G.D'Annunzio-
tratto da Alcyone "L'Oleandro"




 




14 luglio 2008

Povera Italia...

Nel primo pomeriggio ho letto un post ,è un po' lungo,ma interessante e soprattutto ne condivido il contenuto, se ne avete voglia potete leggerlo QUI
Finito di leggere è stato naturale pensare:"Povera Italia", nella mente si è fatta strada questa canzone:

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
sì che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare.
-F.Battiato-



Con la speranza che la primavera non tardi ad arrivare,vi saluto
-Vulcanochimico-




13 luglio 2008

Premi "incatenanti"

Ho ricevuto da   Andrzej  , Donatodisanzo   , Terzostato , Valigetta questo premio:

:
Con la seguente motivazione:"Brillante weblog è un premio assegnato ai siti ed ai blog che risaltano per la loro brillantezza sia per quanto riguarda i temi, che per il design. Lo scopo è quello di promuovere tutti nella blogosfera mondiale!".
Ovviamente ho gradito molto il premio e ringrazio dal profondo del cuore,ma chi frequenta il mio blog sa che non amo le catene di nessun genere e allora condivido con tutti i miei lettori questo premio e dono una scaglietta di quel brillante a ciascuno di loro.





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